Lo scrittore ed ex magistrato Gianrico Carofiglio ha dedicato il libro «Con parole precise» all’arte di scrivere con chiarezza.

Nel linguaggio assicurativo, tuttavia, capita spesso di imbattersi in clausole poco chiare o ambigue. Proprio di questo tema si è occupata, in questi giorni la Corte di Cassazione, che con l’Ordinanza n. 25849/2021 ha accolto l’interpretazione data dall’Assicurato alle clausole di una polizza di responsabilità civile.

Il caso nasce da un comune incidente domestico, con il cane di casa che si libera dal guinzaglio e provoca la caduta della madre dell’Assicurato. La donna cita in giudizio la Compagnia, che rifiuta l’indennizzo fornendo un’interpretazione del testo di polizza opposta rispetto a quella dell’Assicurato.

La Suprema Corte analizza la clausola e, applicando quella che viene chiamata (con buona pace di Carofiglio) interpretazione “contra proferentem”, giunge alla conclusione che i genitori dell’Assicurato, anche se non conviventi con lo stesso, debbano essere considerati “terzi” e quindi risarciti in caso di danno subito.

Come si vede, anche le polizze più diffuse e apparentemente semplici possono nascondere delle ambiguità. Per sentirsi veramente al sicuro è indispensabile affidarsi a professionisti qualificati.

SMB è sempre al vostro fianco per navigare gli ostacoli (anche linguistici) del mondo assicurativo… e per farlo sempre con parole precise.

Allegato: www.assinews.it

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In questo articolo:
La complessità dell'interpretazione delle polizze