La copertura RC Dipendenti (RCO)

Come abbiamo già spiegato qui, qualsiasi impresa che si avvalga di collaboratori (non importa se dipendenti, somministrati, stagisti) dovrebbe sottoscrivere una polizza di Responsabilità Civile Terzi e Dipendenti.

La polizza RC Dipendenti (RCO), in particolare, indennizza l’assicurato da quanto sarebbe tenuto a risarcire ad un collaboratore a seguito di morte o lesioni personali derivanti da un infortunio sul lavoro.

Spesso si pensa che questa copertura non sia poi così importante, visto che a indennizzare il lavoratore infortunato provvede in prima battuta l’INAIL. 

Non è così, per due ragioni:

  1. Non è affatto detto che l’ammontare dell’indennizzo liquidato dall’INAIL sia pari al danno subito dal lavoratore. Il lavoratore ha infatti sempre la facoltà di agire contro il datore di lavoro, dimostrando di aver subito danni ulteriori. Si tratta del cosiddetto “danno differenziale”.
  2. Una volta liquidato l’indennizzo, l’INAIL ha la facoltà (e l’obbligo) di agire in rivalsa contro il datore di lavoro qualora ravvisi una sua responsabilità nell’aver causato il danno.

Le richieste di risarcimento per infortuni sul lavoro sono quindi tutt’altro che rare e gli importi dovuti sono spesso molto elevati.

Per le imprese, dunque, una volta adottate tutte le misure necessarie per la prevenzione degli infortuni, come del resto prescritto dal D.Lgs. 81/2008, la soluzione più efficiente è senza dubbio trasferire il rischio residuo al mercato assicurativo.

Le malattie professionali

Mentre gli infortuni sul lavoro sono sempre coperti dalle polizze RCO, lo stesso non vale per le malattie professionali, per le quali è normalmente necessaria una esplicita estensione di garanzia.

La differenza tra infortunio e malattia professionale consiste nel fatto che, mentre l’infortunio ha una causa violenta e concentrata nel tempo, la malattia professionale è una patologia la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo.

Le malattie professionali devono essere accertate dal medico legale e devono essere contratte nell’esercizio o a causa delle lavorazioni svolte dal danneggiato (ad es. una patologia articolare dovuta al sollevamento di carichi eccessivi), oppure dall’ambiente in cui si svolgono (ad es. una ipoacusia causata dall’esposizione a rumore eccessivo).

Quando va aperto il sinistro?

Il riconoscimento delle malattie professionali avviene a seguito di una procedura complessa, che coinvolge più soggetti e dei cui sviluppi spesso il datore di lavoro non è nemmeno a conoscenza. Spesso il datore di lavoro decide di segnalare il sinistro solamente quando riceve dall’INAIL la comunicazione con la quale viene richiesto il pagamento della c.d. “rivalsa”. 

Si tratta di una comunicazione con la quale l’Istituto, spesso in maniera estremamente sintetica e sbrigativa, segnala al datore di lavoro di aver liquidato una certa somma a titolo di indennizzo per malattia professionale, comunica di aver ravvisato una sua responsabilità e richiede il versamento a stretto giro di quanto versato al lavoratore.

Il momento corretto nel quale aprire il sinistro coincide con la ricezione del certificato di malattia professionale: da quel momento infatti il datore è a conoscenza dell’esistenza di una malattia professionale e della possibilità di venirne ritenuto responsabile.

Come si è visto, la materia è complessa e spesso richiede conoscenze specialistiche di cui  dispone solo un intermediario qualificato.

Possiamo però indicare alcune buone pratiche, da tenere sempre in considerazione nella gestione di questo rischio:

  • Verificare che l’estensione della RCO alle malattie professionali sia presente nella polizza. 
  • Attivare questa estensione il prima possibile, visto che le malattie professionali possono manifestarsi in un arco di tempo significativo.
  • Verificare che vi sia un periodo, successivo alla cessazione della polizza e/o del rapporto di lavoro con il danneggiato, entro il quale è ancora possibile segnalare eventuali sinistri. In molti casi, infatti, le denunce di malattie professionali avvengono a rapporto di lavoro ormai cessato.
  • Segnalare subito al proprio intermediario qualunque circostanza che potrebbe dar luogo a denunce di malattia professionale.
  • Aprire un sinistro con l’Assicuratore non appena si viene a conoscenza di una malattia professionale (senza attendere il preavviso di rivalsa INAIL).

Ci auguriamo che questi piccoli suggerimenti possano essere d’aiuto per capire l’importanza di assicurare correttamente il rischio RCO, incluse le malattie professionali, e per gestire in maniera corretta eventuali sinistri.

Per qualsiasi ulteriore informazione e per ricevere un supporto qualificato, non esitate a contattarci compilando il form sottostante.

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In questo articolo:
- A cosa serve una polizza di RCO? - Che differenza c'è tra un infortunio e una malattia professionale? - Le malattie professionali sono sempre coperte dalle polizze RCO? - Quando devo denunciare un sinistro?